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L’arte è un concetto molto vasto e spazia in vari fronti, dall’attività dell’uomo all’esaltazione del talento inventivo e alla capacità di espressione. Quando si parla di arte si parla di un linguaggio che da sempre ha un ruolo sociale, è un atto creativo e consente l’espressione personale o critica definita da Benedetto Croce “un’intuizione che si fa espressione“.

L’arte supera ogni tipo di logica o semantica e la sua essenza è presente nella creazione dell’opera d’arte stessa.

Spesso ci si pone la domanda su come riconoscere una vera opera d’arte ed essa non è altro che la manifestazione tangibile di una determinata attività intuitivo -immaginativa. Sa smuovere le coscienze e toccare le corde dell’IO interiore.

Si passa successivamente all’aspetto comunicativo che avviene secondo una determinata logica: dall’atto creativo al rapporto dell’uomo con il mondo esterno. L’arte ha, quindi, un ruolo importante dal punto di vista evolutivo in quanto viene a crearsi un collegamento tra le abilità comunicative e lo sviluppo fisico – cognitivo – emotivo.

John Dewey, filosofo e pedagogista, affermò che l’arte fosse il mezzo più indicato per utilizzare la propria creatività ed è per questo che non è un’esperienza a se stante ma deve relazionarsi alla psicologia dei singoli individui e alle realtà socio-culturali da cui scaturisce. Essa contribuisce a sviluppare la capacità di osservazione, le abilità mnemoniche e l’immaginazione.

L’arte, nel suo significato più vasto, sa trasmettere tutte quelle competenze che saranno utili ad ogni individuo, piccolo o grande, per affrontare la vita e la costruzione di una società migliore. Ci rendiamo conto di quanti aspetti diversi essa contenga ma nonostante questa diversità sono l’uno in funzione dell’altro. Ecco perché si è voluto definire l’arte anche come “policentrica” ovvero l’esistenza di un determinato sistema suddiviso in più centri che coesistono: cultura, economia, politica e società.

Questa mostra dal titolo “Il Policentrismo dell’arte” vuole portare alla luce tutti questi aspetti. E’ una mostra collettiva che comunica al pubblico il pensiero di ogni artista, un pensiero che va dalla rappresentazione della realtà, dell’onirico, dell’informale, dell’astratto, della materia e porta lo spettatore ad analizzare, con occhi diversi, i vari temi.

Il saper guardare e il saper comprendere infondono un nuovo sentimento ed implementano un pensiero profondo sulla realtà e sui suoi vari aspetti.

Mariangela Bognolo

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Rosario De Sarno

Tecnologia e arte, innovazione e tradizione si fondono nelle opere di Rosario De Sarno. Da sempre studia i meccanismi della società, i suoi valori e gli individui che la compongono e riporta questa sua ricerca nelle sue opere.
È un artista anticonformista e l’arte diventa il mezzo espressivo universale per raccontare al mondo le sue idee e i suoi sentimenti. La sua arte esprime la “verità” ad ogni costo e senza paura, bisogna saperla interpretare e aver il coraggio di farla conoscere a tutti, grandi e piccoli. Rosario de Sarno è un artista contemporaneo che fa parlare di sé, che va oltre l’arte stessa e le sue opere mettono in risalto i problemi di una realtà sopraffatta solo dai beni materiali dove i veri valori della vita, a volte, vengono messi in secondo piano.

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Mariangela Bognolo

Mariangela Bognolo, classe 1982, è un critico e storico dell’arte. Nel 2000 ottiene il diploma magistrale. Nel 2008 consegue la laurea triennale in Conservazione dei Beni Culturali e successivamente quella magistrale in Storia delle Arti e Conservazione dei Beni Artistici. Ha scritto diversi articoli relativi al mondo della storia dell’arte e tenuto conferenze per il FAI – Delegazione Belluno. Nel 2014 decide di intraprendere anche la carriera radiofonica presso radio Rete Top 95 e l’anno successivo ne diventa il direttore artistico. Ha intervistato personaggi come Philippe Daverio, Dario Salvatori, Alberto Salerno, Corrado Formigli e molti altri. Nella trasmissione Attese Distratte, che conduce anche su radio Venezia Sound insieme al fratello Stefano Bognolo, dà ampio spazio alla musica emergente, alla storia dell’arte, agli artisti, alla moda, al teatro, al cinema e alla letteratura. Ha presenziato nelle giurie di vari concorsi musicali, d’arte e di bellezza e presentato mostre (di artisti come Luca Marin, Carlo Scomparin, Grazia Zuccolotto, Renato Cestaro, Matthias Sieff, ecc…) in diverse città d’Italia oltre ad aver curato esposizioni d’arte contemporanea a Venezia e Milano. Il 5 gennaio 2019 le è stato conferito il premio Voltaire per la critica. Ha scritto recensioni critiche, pubblicate in cataloghi, per artisti come Vincenzo Munaro, Bruno Giustiniani, Bruno De Pellegrin, Balazs Berzsenyi, solo per citarne alcuni. Ha sposato l’idea dell’architetto Ciro Maurizio Galeone sull’Arte Progenitrice presentandone la mostra, in anteprima nazionale, presso l’abbazia di San Michele a Montescaglioso (Matera). Nel maggio 2019 ha introdotto la mostra d’arte contemporanea “Il Policentrismo”, tenutasi a Cimitile (Nola), a cui hanno partecipato artisti provenienti da tutta Italia e dal Marocco, India e Russia. Ha collaborato e collabora tuttora con l’artista serbo Nikola Rikanovic.  È capo dipartimento Beni Culturali associazione CAD Venezia, socio onorario benemerito per l’Associazione culturale e di spettacolo per la promozione turistica della Campania “Il Castello”, ambasciatore di cultura per l’associazione Spirito Nuovo Venezia e fa parte del Soroptimist club Miranese – Riviera del Brenta.

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Adriana Miele

Adriana Miele classe 1985, laureata in Relazioni Internazionali e diplomatiche ha continuato il suo percorso di studi specializzandosi in Comunicazione d’impresa, con un master conseguito all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e successivamente con un corso di alta specializzazione presso la SIOI (società internazionale delle organizzazioni internazionali).
Professionista di comunicazione digitale e di media stampa.
Attualmente si occupa di Social media strategist e copywriting ruoli che l’hanno vista impegnata in diverse campagne elettorali, eventi e corporate communication.

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